Vengono lette come fastidi piccoli e insistenti, non come una minaccia: le cose che scacci di continuo e che tornano appena ti giri dall'altra parte.
Basta una mosca che ronza vicino al cuscino perché finisca dentro il sogno, ed è forse la via d'ingresso più prosaica di tutto questo dizionario. Le letture tramandate sono insolitamente concordi: piccoli fastidi insistenti, mai una minaccia grande. La scena è quella delle cose che scacci e che tornano subito, cioè impegni minori, un pensiero che rode, una persona che non coglie l'allusione.
Qui il numero pesa più che con la maggior parte degli animali. Una sola che gira si legge come una seccatura irrisolta, uno sciame come accumulo, la sensazione di troppe piccole cose che atterrano insieme. Chi racconta di inseguire una mosca che non muore, o che ricompare appena si volta, sta descrivendo quello che gli interpreti considerano il cuore del simbolo, cioè la ripetizione e non il pericolo. Il ronzio che continua dopo il risveglio viene riferito abbastanza da far pensare che il suono fosse davvero nella stanza.
Anche il posto in cui si posano porta significato. Le mosche sul cibo o sui rifiuti appartengono a un filone interpretativo molto antico che parla di deperimento e di trascuratezza, di qualcosa lasciato fermo, non di qualcosa che non va in te. Diverse tradizioni prendevano la scena come una spinta a sistemare un angolo della vita quotidiana che nessuno guarda da un po'. Niente di tutto questo va letto come un verdetto su igiene, salute o casa.
I sogni con gli insetti sono fra quelli di cui si cerca più spiegazione, soprattutto per la sensazione che lasciano. Vale la pena includerla invece di saltarla: chi è cresciuto in campagna e d'estate le mosche non le nota nemmeno non ha fatto lo stesso sogno di chi prova una forte avversione per gli insetti, anche a immagine identica, e gli interpreti contano quella reazione come materiale.


