Vergine Pietra Portafortuna

Agata

L'agata è una delle pietre più variabili che si incontrino in natura. Si presenta in rosso, grigio, bianco, azzurro, marrone e verde, quasi sempre disposti in fasce concentriche che seguono il profilo della cavità in cui si è formata. È un calcedonio compatto e resistente, con strati ora trasparenti ora appena traslucidi: proprio questo alternarsi di velature ne ha fatto per secoli un materiale prediletto dagli incisori. Il nome deriverebbe dal fiume Achates, in Sicilia, lungo il quale secondo Teofrasto ne furono raccolti i primi esemplari.

Fin dall'antichità l'agata non è servita soltanto come ornamento. Con essa si realizzavano sigilli, anelli, cammei, coppe e piccole statuette, e la sua durezza faceva sì che questi oggetti passassero di generazione in generazione. Nel Rinascimento le botteghe italiane e tedesche la lavoravano a strati sovrapposti per ottenere figure chiare su fondo scuro, una tecnica che resta tra le più raffinate dell'arte glittica.

Nella tradizione delle pietre l'agata è considerata una delle più calmanti e viene associata al lavoro sull'equilibrio interiore. Le diverse varietà, distinte per colore e disegno delle fasce, venivano un tempo legate a usi differenti. Secondo le credenze popolari la pietra darebbe il meglio di sé a contatto diretto con la pelle, perché in questo modo l'energia della natura, e in particolare quella solare, potrebbe attraversarla liberamente.

Le proprietà della pietra di agata

• Si riteneva tradizionalmente che proteggesse chi la porta dai pericoli e lo aiutasse a orientarsi nelle situazioni sfavorevoli.

• Nelle usanze antiche veniva consigliata a chi faticava a prendere sonno e come sostegno di un metabolismo regolare.

• Secondo le fonti più antiche favorirebbe uno sguardo lucido sui fatti, così come sono.

• Le si attribuisce un'energia forte e maschile, da sempre associata alla vitalità e al vigore fisico.

• Si crede che riscaldi le zone contratte del corpo e aiuti a sciogliere la tensione accumulata.

• Nella tradizione delle pietre avrebbe il compito di disperdere l'energia in eccesso, perciò la si teneva vicino nei periodi di stress.

• Secondo le credenze faciliterebbe i rapporti con gli altri e l'ambientarsi in un luogo nuovo.

• Passa per essere una pietra di coraggio, capace di sostenere chi affronta le proprie paure.

• Un tempo si pensava che rafforzasse la chiarezza di pensiero e la capacità di ragionare per gradi.

• Nella credenza popolare veniva collegata al rinvigorimento generale dell'organismo e alla circolazione linfatica.

• Si riteneva che aiutasse a mantenere una pressione sanguigna regolare, soprattutto quando tende a essere bassa.

• Da secoli la si porta come difesa dal malocchio, perché attira per prima lo sguardo e assorbirebbe le influenze sfavorevoli.

• Grazie alla sua energia calda le si attribuisce la capacità di far cogliere il lato buono degli eventi nei momenti difficili.

• Si crede che ai bambini che la tengono in tasca doni tranquillità e li allontani dai litigi.

• Tradizionalmente è considerata una pietra di serenità e di pace interiore.

L'agata simboleggia il successo terreno: secondo la tradizione ripara dalle energie sfavorevoli e restituisce il coraggio consumato. Chi si occupa di affari la porta di consueto sotto la vita, per esempio in tasca, mentre sotto forma di anello dovrebbe rafforzare in modo particolare la fiducia in se stessi. Vi si rivolge soprattutto chi cerca nella quotidianità stabilità, calma e senso di sicurezza. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.

Livello di durezza: 6.5 - 7

Struttura chimica: SiO₂

Peso specifico: 2.60 - 2.64

Chakra: Radice, Sacrale, Cuore

Cura: Si pulisce con acqua tiepida e uno spazzolino morbido, poi si asciuga bene. La luce del sole non lo danneggia.

Ametista

L'ametista è la varietà viola del quarzo e deve la sua tinta a tracce di ferro combinate con l'irraggiamento naturale della roccia. Il colore varia dal lilla appena accennato al porpora profondo e spesso non è uniforme: nello stesso cristallo si alternano zone più intense e altre quasi incolori. Cresce in geodi, cavità di rocce vulcaniche tappezzate di punte, e quelle brasiliane e uruguaiane possono essere alte quanto una persona.

Il nome viene dal greco amethystos, che significa non ebbro. Nell'antichità si credeva che bere da una coppa di ametista tenesse lontana l'ubriachezza, e per questo la pietra veniva legata alla misura e alla lucidità. Nel mondo cristiano divenne la gemma degli anelli vescovili, tanto da essere chiamata pietra dei vescovi, mentre in Russia e in Europa centrale ornava corone e reliquiari.

Nella tradizione delle pietre curative l'ametista è considerata la pietra della quiete mentale. Le si attribuisce la capacità di rallentare i pensieri che si rincorrono e di favorire un riposo profondo, ragione per cui la si tiene spesso vicino al letto o la si porta come pendente.

Le proprietà della pietra di ametista

• Si crede tradizionalmente che plachi l'agitazione mentale e aiuti a lasciare i pensieri prima di dormire.

• Nelle usanze antiche veniva posata sul comodino di chi faceva sogni inquieti.

• Secondo le fonti più antiche sostiene la moderazione e aiuta a resistere agli eccessi.

• Le viene attribuita la capacità di rendere più nitida la concentrazione durante lo studio.

• Nella credenza popolare veniva usata per alleviare la tensione che si accumula alle tempie.

• Si riteneva che accompagnasse la meditazione e favorisse uno stato di raccoglimento.

• Passa per essere una pietra di trasformazione, che aiuta a chiudere un capitolo e ricominciare.

• Nella tradizione veniva accostata all'intuizione e alla capacità di leggere le situazioni.

• Si crede che aiuti chi tende a perdere la pazienza a ritrovare un tono più pacato.

• Antiche usanze la indicavano come sostegno nei periodi di lutto e di dispiacere.

• Le si attribuisce la facoltà di allontanare le influenze sfavorevoli dagli ambienti domestici.

• Si riteneva che alleggerisse la sensazione di pesantezza dopo una giornata faticosa.

• Tradizionalmente veniva portata da chi cercava chiarezza in una scelta difficile.

• Nelle credenze popolari accompagnava chi voleva abbandonare un'abitudine radicata.

• Si crede che favorisca un rapporto più sereno con la solitudine.

L'ametista simboleggia la calma, la misura e la lucidità che nasce dal silenzio. La scelgono soprattutto le persone che dormono male, chi lavora sotto pressione mentale e chi cerca una pietra da tenere nello spazio in cui si riposa o si medita. Va ricordato che il sole diretto ne scolorisce il viola, quindi conviene custodirla all'ombra. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.

Livello di durezza: 7

Struttura chimica: SiO₂

Peso specifico: 2.65

Chakra: Terzo occhio, Corona

Cura: Si pulisce con acqua tiepida e uno spazzolino morbido. Non lasciarlo a lungo al sole diretto, il colore sbiadisce.

Occhio di Tigre

L'occhio di tigre è un quarzo attraversato da fibre parallele che riflettono la luce in una banda mobile: basta ruotare la pietra perché una striscia dorata scorra sulla superficie come una pupilla. Il fenomeno si chiama chatoiance e per ottenerlo la pietra va tagliata a cabochon, cioè bombata e senza faccette. Il fondo bruno miele con lampi d'oro nasce dall'ossidazione del ferro contenuto nelle fibre originarie.

La maggior parte del materiale in commercio arriva dalla provincia del Capo Settentrionale, in Sudafrica, dove viene estratto da giacimenti antichissimi. Esistono varietà affini: l'occhio di falco, azzurro grigio, e l'occhio di bue, rosso bruno, ottenuto per riscaldamento. In molte culture africane e asiatiche la pietra veniva incisa e portata come amuleto proprio per quella somiglianza con un occhio semiaperto, che si riteneva capace di vedere ciò che l'uomo non vede.

Nella tradizione delle pietre l'occhio di tigre viene descritto come pietra della vista interiore e della fermezza. Gli si attribuisce la capacità di far osservare le situazioni da una certa distanza, senza farsi travolgere. Nei corredi di pietre viene spesso associato al lavoro e al denaro più che ai sentimenti. Essendo un quarzo compatto non teme l'acqua né la luce, e questo lo rende una delle pietre più pratiche da portare ogni giorno.

Le proprietà della pietra di occhio di tigre

• Secondo la tradizione aiuta a valutare le circostanze con distacco prima di decidere.

• Nelle credenze popolari è considerato un amuleto contro il malocchio e le invidie.

• Si crede che rafforzi la fiducia di chi deve sostenere un colloquio o un esame.

• Antiche usanze lo indicavano come pietra dei mercanti e di chi tratta affari.

• Gli viene attribuita la capacità di smascherare le intenzioni poco limpide.

• Nella tradizione delle pietre veniva accostato alla vista e alla chiarezza dello sguardo.

• Si riteneva che sostenesse chi tende a farsi paralizzare dall'indecisione.

• Passa per essere una pietra di coraggio pratico, non avventato.

• Si crede che aiuti a mantenere la parola data anche quando costa fatica.

• Nelle usanze antiche veniva portato dai guerrieri come segno di vigilanza.

• Le vecchie credenze lo consideravano capace di stemperare la gelosia.

• Si riteneva che favorisse una gestione più attenta del denaro.

• Tradizionalmente accompagnava chi lavorava in condizioni di rischio.

• Si crede che aiuti a distinguere ciò che è urgente da ciò che è soltanto rumoroso.

• Nelle vecchie usanze veniva tenuto in tasca durante le trattative importanti.

L'occhio di tigre simboleggia la vigilanza, il coraggio ragionato e la protezione di chi guarda prima di muoversi. Lo scelgono soprattutto le persone indecise, chi si occupa di affari o trattative e chi ama il gioco di luce dorata che cambia a ogni movimento. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.

Livello di durezza: 7

Struttura chimica: SiO₂

Peso specifico: 2.58 - 2.64

Chakra: Sacrale, Plesso solare

Cura: Si pulisce con acqua tiepida e uno spazzolino morbido, poi si asciuga bene. La luce del sole non lo danneggia.

Ossidiana

L'ossidiana è vetro vulcanico: lava ricca di silice raffreddata così in fretta da non avere il tempo di organizzarsi in cristalli. Per questo non ha struttura interna regolare e si rompe con fratture concoidi, cioè a conchiglia, producendo bordi affilatissimi. Il colore più comune è il nero lucido, ma esistono varietà fiocco di neve, con macchie chiare, e altre che mostrano riflessi dorati o azzurrini a seconda dell'angolo di luce.

Le popolazioni preistoriche la lavoravano per ricavarne lame, punte e raschiatoi più taglienti di qualunque metallo dell'epoca, e in Italia le cave delle isole di Lipari e Palmarola rifornivano un commercio che attraversava tutto il Mediterraneo neolitico. In Mesoamerica gli aztechi ne facevano specchi divinatori e coltelli rituali. Ancora oggi lame di ossidiana vengono usate in alcuni ambiti chirurgici per la finezza del taglio.

Nella tradizione delle pietre l'ossidiana viene descritta come schietta e senza mezze misure. Le si attribuisce la capacità di mostrare senza filtri ciò che si preferirebbe non guardare, ragione per cui viene considerata una pietra impegnativa. Nei corredi di pietre viene consigliata a piccole dosi, spesso in abbinamento a esemplari più dolci che ne stemperino la durezza. Essendo vetro, si scheggia con facilità e va protetta dagli urti contro superfici dure.

Le proprietà della pietra di ossidiana

• Secondo la tradizione aiuta a riconoscere le verità scomode su se stessi.

• Nelle credenze popolari è considerata una barriera contro le influenze sfavorevoli.

• Si crede che sostenga chi vuole chiudere davvero con una situazione logora.

• Antiche usanze la lavoravano a specchio per la divinazione.

• Le viene attribuita la capacità di riportare a terra chi si perde nelle fantasie.

• Nella tradizione delle pietre veniva accostata alla scarica delle tensioni accumulate.

• Si riteneva che aiutasse a smettere di giustificare gli altri all'infinito.

• Passa per essere una pietra di taglio netto, adatta ai momenti di decisione.

• Si crede che smorzi la tendenza a mentire a se stessi.

• Nelle usanze antiche veniva tenuta all'ingresso della casa.

• Le vecchie credenze la consideravano capace di alleggerire i rimpianti.

• Si riteneva che sostenesse chi affronta un periodo di lutto o di separazione.

• Tradizionalmente accompagnava chi doveva liberarsi di un'abitudine dannosa.

• Si crede che favorisca un rapporto più diretto con la propria rabbia.

• Nelle vecchie usanze veniva tenuta vicino durante i cambiamenti di stagione.

L'ossidiana simboleggia la verità senza abbellimenti, la chiusura dei conti e la forza del fuoco raffreddato. La scelgono soprattutto le persone che stanno chiudendo un capitolo, chi sente il bisogno di fare chiarezza dentro di sé e chi apprezza il suo nero lucido e profondo. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.

Livello di durezza: 5 - 5.5

Struttura chimica: SiO₂ (vetro vulcanico)

Peso specifico: 2.35 - 2.60

Chakra: Radice

Cura: Si pulisce con acqua tiepida e uno spazzolino morbido, poi si asciuga bene. La luce del sole non lo danneggia.

Citrino

Il citrino è la varietà gialla del quarzo, dal giallo limone pallido al miele intenso fino al bruno aranciato. La tinta dipende da tracce di ferro nel reticolo del cristallo. Il citrino naturale è raro: gran parte del materiale in commercio nasce da ametista o quarzo fumé trattati col calore, un procedimento noto da secoli che modifica lo stato del ferro e vira il colore verso il giallo. Le pietre così ottenute tendono ad avere un tono più aranciato e caldo.

Il nome viene dal francese citron, per l'evidente somiglianza con la buccia dell'agrume. Nell'antica Roma se ne facevano intagli, e nella gioielleria dell'Ottocento e del periodo Art Déco il citrino ebbe una grande fortuna grazie alle pietre di grandi dimensioni provenienti dal Brasile, tagliate a gradini per esaltarne la limpidezza. Ancora oggi Minas Gerais resta la fonte principale.

Nella tradizione delle pietre il citrino è conosciuto come pietra dei mercanti: si crede porti abbondanza e faccia circolare ciò che si è fermato, sia il denaro sia le idee. Nelle vetrine dei negozi tradizionali se ne teneva un esemplare grezzo vicino all'ingresso, perché secondo l'usanza avrebbe richiamato clienti. Va distinto dal quarzo giallo trattato più economico, riconoscibile per il tono uniformemente aranciato e per la base spesso biancastra.

Le proprietà della pietra di citrino

• Nella credenza popolare si tiene nel registratore di cassa o nel portafoglio per attirare guadagni.

• Secondo la tradizione sostiene chi avvia un'attività o cerca nuovi clienti.

• Si crede che aiuti a spendere con criterio invece che d'impulso.

• Antiche usanze lo indicavano come pietra dell'allegria e del buonumore.

• Gli viene attribuita la capacità di rischiarare i periodi di scoraggiamento.

• Nella tradizione delle pietre veniva accostato alla digestione e all'appetito.

• Si riteneva che rafforzasse la sicurezza di chi deve mettersi in mostra.

• Passa per essere una pietra di creatività pratica, orientata al risultato.

• Si crede che aiuti a superare la paura di fallire prima ancora di provare.

• Nelle usanze antiche accompagnava chi viaggiava per commercio.

• Le vecchie credenze lo consideravano capace di stemperare l'invidia verso gli altri.

• Si riteneva che rendesse più facile accettare i complimenti.

• Tradizionalmente veniva regalato a chi cambiava mestiere.

• Si crede che favorisca una visione ottimistica ma concreta del domani.

• Nelle vecchie usanze veniva portato da chi doveva chiedere un aumento o rinegoziare un accordo.

Il citrino simboleggia l'abbondanza, la fiducia solare e il piacere di fare. Lo scelgono soprattutto le persone che lavorano in proprio, chi attraversa un periodo grigio e chi ama il giallo caldo delle gemme luminose. La luce diretta del sole ne attenua il colore, quindi va conservato al riparo. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.

Livello di durezza: 7

Struttura chimica: SiO₂

Peso specifico: 2.65

Chakra: Sacrale, Plesso solare

Cura: Si pulisce con acqua tiepida e uno spazzolino morbido. Non lasciarlo a lungo al sole diretto, il colore sbiadisce.

Topazio

Il topazio è un silicato di alluminio contenente fluoro e ossidrile, e figura fra le gemme più dure in assoluto. Si trova incolore, azzurro, giallo, rosato e nella pregiata varietà imperiale, di un arancio dorato che vira al rosa. I cristalli sono prismatici e possono raggiungere pesi eccezionali: alcuni esemplari brasiliani superano i cento chili. Una particolarità è la sfaldatura perfetta perpendicolare all'asse, che rende la pietra dura ma sensibile agli urti secchi.

Il nome deriverebbe da Topazos, antica denominazione di un'isola del Mar Rosso oggi chiamata Zabargad, anche se ciò che vi si estraeva era in realtà peridoto. Nel Settecento la scoperta dei giacimenti di Ouro Preto, in Brasile, cambiò la storia della pietra: il topazio imperiale prese il nome dagli imperatori brasiliani e divenne una delle gemme più ricercate delle corti europee.

Nella tradizione delle pietre il topazio è descritto come luminoso e stimolante, associato alla parola precisa e alla realizzazione dei propositi. Molti topazi azzurri in commercio nascono da pietre incolori trattate, mentre la varietà imperiale resta naturale e assai più rara. La sfaldatura perfetta impone attenzione: va evitato l'urto secco contro superfici dure, per quanto la pietra sia dura.

Le proprietà della pietra di topazio

• Secondo la tradizione sostiene chi vuole tradurre un'idea in un progetto concreto.

• Nelle credenze popolari veniva portato da chi doveva convincere e trattare.

• Si crede che rafforzi la fiducia nelle proprie capacità.

• Antiche usanze lo consideravano un amuleto contro gli incantesimi.

• Gli viene attribuita la capacità di rischiarare gli stati d'animo pesanti.

• Nella tradizione delle pietre veniva accostato al plesso solare e alla forza di volontà.

• Si riteneva che aiutasse a esprimere il proprio punto di vista senza esitare.

• Passa per essere una pietra di generosità, che invita a condividere ciò che si ha.

• Si crede che smorzi la tendenza a sminuire i propri risultati.

• Nelle usanze antiche accompagnava chi assumeva un ruolo di guida.

• Le vecchie credenze lo consideravano capace di sostenere il recupero delle forze.

• Si riteneva che favorisse una gestione più lucida del tempo.

• Tradizionalmente veniva regalato per gli anniversari importanti.

• Si crede che aiuti a mantenere l'entusiasmo oltre l'entusiasmo iniziale.

• Nelle vecchie usanze veniva portato da chi doveva presentare un lavoro davanti a molte persone.

Il topazio simboleggia la chiarezza di intenti, la fiducia e la luce che accompagna chi porta a termine. Lo scelgono soprattutto le persone che stanno costruendo qualcosa, chi ha bisogno di credere di più in sé e chi ama le gemme trasparenti e brillanti. La luce solare prolungata ne può attenuare il colore, quindi conviene riporlo al buio. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.

Livello di durezza: 8

Struttura chimica: Al₂SiO₄(F,OH)₂

Peso specifico: 3.49 - 3.57

Chakra: Plesso solare, Gola

Cura: Si pulisce con acqua tiepida e uno spazzolino morbido. Non lasciarlo a lungo al sole diretto, il colore sbiadisce.

Turchese

Il turchese è una pietra opaca dai toni che vanno dall'azzurro cielo al verde intenso, a volte uniforme, a volte percorsa da sottili venature dorate, brune o nere dette matrice. Si tratta di un fosfato idrato di rame e alluminio: contiene acqua nella sua stessa formula, ed è tenero e molto poroso. Proprio la porosità lo rende delicato, perché assorbe liquidi, grassi e profumi, può cambiare tonalità con gli anni e screpolarsi se viene bagnato.

Il nome arriva dal francese pierre turquoise, cioè pietra turca, perché i primi carichi giunsero in Europa attraverso la Turchia pur provenendo dalla Persia. Gli egizi lo estraevano già nel Sinai per i gioielli dei faraoni; in Iran il turchese di Nishapur, di un azzurro compatto, è considerato da secoli il più pregiato; e i popoli nativi del Sudovest americano lo montano in argento in una tradizione orafa ancora viva. Il turchese naturale di buona qualità è raro e costoso, per questo il mercato è pieno di imitazioni, di pietre stabilizzate con resine e di magnesite colorata.

Nella tradizione delle pietre al turchese si attribuisce un'energia di quiete e di serenità. Si crede che calmi l'inquietudine e ridia forza. Di solito lo si porta come gioiello vicino alla pelle, e i testi antichi consigliavano la montatura in argento, che ne rafforzerebbe l'effetto.

Le proprietà della pietra di turchese

• Si ritiene che allevii l'inquietudine e aiuti a scaricare la tensione nervosa.

• Tradizionalmente veniva consigliato a chi attraversa un lutto, come conforto.

• Secondo le credenze sostiene chi ha subito uno scossone improvviso e cerca l'equilibrio.

• Antiche fonti gli attribuiscono il rafforzamento delle energie vitali di chi lo porta.

• Passa per essere una pietra di saggezza, che favorirebbe un pensiero calmo e ponderato.

• In molte culture veniva indossato come amuleto contro l'invidia e il malocchio.

• Per i disturbi digestivi un tempo lo si portava come fibbia della cintura o come bracciale.

• Nella tradizione delle pietre veniva collegato al mantenimento di una pressione regolare.

• Si crede che sostenga il lavoro del cuore e della circolazione.

• È considerato una pietra di concordia, capace di stemperare gli attriti fra le persone.

• La tradizione gli attribuisce la capacità di facilitare un discorso sincero sui propri bisogni.

• I viaggiatori lo portavano un tempo con sé, convinti che proteggesse dagli incidenti.

• Secondo antiche convinzioni aiuta a recuperare le forze nei periodi di sovraccarico.

Il turchese simboleggia la pace, l'equilibrio interiore e la protezione. Lo scelgono le persone in cerca di quiete, chi sta tornando in forma dopo un periodo difficile e chi apprezza il suo azzurro caldo. Essendo tenero e poroso, non va mai immerso in acqua né esposto al sole diretto: assorbe l'umidità, si screpola e sbiadisce. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.

Livello di durezza: 5 - 6

Struttura chimica: CuAl₆(PO₄)₄(OH)₈·5H₂O

Peso specifico: 2.31 - 2.84

Chakra: Gola, Cuore, Terzo occhio

Cura: Non immergerlo in acqua, la pietra è porosa. Puliscila con un panno morbido e asciutto e tienila lontana dal sole diretto.

Giada

Con il nome giada si indicano in realtà due minerali distinti ma di aspetto simile: la giadeite, più rara e pregiata, e la nefrite, più diffusa. Entrambe hanno una struttura fibrosa intrecciata che le rende straordinariamente tenaci: non sono le pietre più dure, ma resistono agli urti meglio di quasi ogni altra gemma, ed è per questo che si prestano a intagli sottilissimi che non si spezzano. I colori vanno dal verde smeraldo al bianco crema, dal lavanda al bruno.

Il nome europeo nasce da un equivoco fortunato. Gli spagnoli arrivati in America la chiamarono piedra de ijada, pietra del fianco, perché i popoli locali la applicavano sul costato per i disturbi renali; da quell'espressione derivano tanto giada quanto il termine scientifico nefrite. In Cina la giada è da oltre settemila anni la pietra per eccellenza, più preziosa dell'oro, simbolo di virtù e di rettitudine morale; anche i maori della Nuova Zelanda ne ricavano il pounamu, oggetto sacro tramandato per generazioni.

Nella tradizione delle pietre la giada viene descritta come pacata e longeva, associata all'equilibrio duraturo più che al cambiamento rapido. Sul mercato circolano molte pietre vendute come giada che in realtà sono serpentino, quarzite tinta o vetro; la giadeite autentica ha un aspetto leggermente granuloso e una freddezza al tatto che si riconosce con l'abitudine. La giada trattata con resine viene indicata come tipo B e vale sensibilmente meno.

Le proprietà della pietra di giada

• Secondo la tradizione favorisce una serenità che si costruisce con il tempo.

• Nelle credenze popolari veniva collegata ai reni e all'eliminazione dei liquidi.

• Si crede che sostenga chi cerca stabilità nella vita familiare.

• Antiche usanze la consideravano segno di rettitudine e di buona reputazione.

• Le viene attribuita la capacità di attirare prosperità lenta ma duratura.

• Nella tradizione delle pietre veniva accostata al cuore e alla generosità.

• Si riteneva che aiutasse a smettere di forzare le situazioni.

• Passa per essere una pietra di longevità, da tramandare in famiglia.

• Si crede che smorzi l'ansia di chi vuole tutto subito.

• Nelle usanze antiche veniva regalata alla nascita di un figlio.

• Le vecchie credenze la consideravano capace di proteggere durante i viaggi.

• Si riteneva che favorisse sogni tranquilli e senza agitazione.

• Tradizionalmente accompagnava chi doveva mediare fra parti in disaccordo.

• Si crede che aiuti ad accettare i propri limiti con misura.

• Nelle vecchie usanze veniva portata come braccialetto chiuso, senza chiusure metalliche.

La giada simboleggia l'armonia, la costanza e la saggezza che matura piano. La scelgono soprattutto le persone che cercano equilibrio duraturo, chi apprezza le tradizioni orientali e chi ama il verde sereno di questa pietra. La sua tenacità la rende adatta a gioielli destinati a durare a lungo. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.

Livello di durezza: 6 - 7

Struttura chimica: NaAlSi₂O₆ / Ca₂(Mg,Fe)₅Si₈O₂₂(OH)₂

Peso specifico: 2.90 - 3.38

Chakra: Cuore

Cura: Si pulisce con acqua tiepida e uno spazzolino morbido, poi si asciuga bene. La luce del sole non lo danneggia.