Gemelli Pietra Portafortuna

Agata

L'agata è una delle pietre più variabili che si incontrino in natura. Si presenta in rosso, grigio, bianco, azzurro, marrone e verde, quasi sempre disposti in fasce concentriche che seguono il profilo della cavità in cui si è formata. È un calcedonio compatto e resistente, con strati ora trasparenti ora appena traslucidi: proprio questo alternarsi di velature ne ha fatto per secoli un materiale prediletto dagli incisori. Il nome deriverebbe dal fiume Achates, in Sicilia, lungo il quale secondo Teofrasto ne furono raccolti i primi esemplari.

Fin dall'antichità l'agata non è servita soltanto come ornamento. Con essa si realizzavano sigilli, anelli, cammei, coppe e piccole statuette, e la sua durezza faceva sì che questi oggetti passassero di generazione in generazione. Nel Rinascimento le botteghe italiane e tedesche la lavoravano a strati sovrapposti per ottenere figure chiare su fondo scuro, una tecnica che resta tra le più raffinate dell'arte glittica.

Nella tradizione delle pietre l'agata è considerata una delle più calmanti e viene associata al lavoro sull'equilibrio interiore. Le diverse varietà, distinte per colore e disegno delle fasce, venivano un tempo legate a usi differenti. Secondo le credenze popolari la pietra darebbe il meglio di sé a contatto diretto con la pelle, perché in questo modo l'energia della natura, e in particolare quella solare, potrebbe attraversarla liberamente.

Le proprietà della pietra di agata

• Si riteneva tradizionalmente che proteggesse chi la porta dai pericoli e lo aiutasse a orientarsi nelle situazioni sfavorevoli.

• Nelle usanze antiche veniva consigliata a chi faticava a prendere sonno e come sostegno di un metabolismo regolare.

• Secondo le fonti più antiche favorirebbe uno sguardo lucido sui fatti, così come sono.

• Le si attribuisce un'energia forte e maschile, da sempre associata alla vitalità e al vigore fisico.

• Si crede che riscaldi le zone contratte del corpo e aiuti a sciogliere la tensione accumulata.

• Nella tradizione delle pietre avrebbe il compito di disperdere l'energia in eccesso, perciò la si teneva vicino nei periodi di stress.

• Secondo le credenze faciliterebbe i rapporti con gli altri e l'ambientarsi in un luogo nuovo.

• Passa per essere una pietra di coraggio, capace di sostenere chi affronta le proprie paure.

• Un tempo si pensava che rafforzasse la chiarezza di pensiero e la capacità di ragionare per gradi.

• Nella credenza popolare veniva collegata al rinvigorimento generale dell'organismo e alla circolazione linfatica.

• Si riteneva che aiutasse a mantenere una pressione sanguigna regolare, soprattutto quando tende a essere bassa.

• Da secoli la si porta come difesa dal malocchio, perché attira per prima lo sguardo e assorbirebbe le influenze sfavorevoli.

• Grazie alla sua energia calda le si attribuisce la capacità di far cogliere il lato buono degli eventi nei momenti difficili.

• Si crede che ai bambini che la tengono in tasca doni tranquillità e li allontani dai litigi.

• Tradizionalmente è considerata una pietra di serenità e di pace interiore.

L'agata simboleggia il successo terreno: secondo la tradizione ripara dalle energie sfavorevoli e restituisce il coraggio consumato. Chi si occupa di affari la porta di consueto sotto la vita, per esempio in tasca, mentre sotto forma di anello dovrebbe rafforzare in modo particolare la fiducia in se stessi. Vi si rivolge soprattutto chi cerca nella quotidianità stabilità, calma e senso di sicurezza. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.

Livello di durezza: 6.5 - 7

Struttura chimica: SiO₂

Peso specifico: 2.60 - 2.64

Chakra: Radice, Sacrale, Cuore

Cura: Si pulisce con acqua tiepida e uno spazzolino morbido, poi si asciuga bene. La luce del sole non lo danneggia.

Pietra di Luna

La pietra di luna appartiene al gruppo dei feldspati e si riconosce per un bagliore azzurrino che sembra scivolare sotto la superficie quando la si inclina. Il fenomeno si chiama adularescenza e nasce dall'alternarsi di sottilissimi strati di due feldspati diversi, che scompongono la luce: non è un riflesso esterno, ma una luminosità che pare provenire dall'interno della pietra, come una luna vista attraverso una nube.

I migliori esemplari, dal fondo quasi incolore e dal riflesso azzurro intenso, provengono storicamente dallo Sri Lanka e dall'India meridionale. In India la pietra è considerata sacra e viene tradizionalmente esposta su tessuti gialli, mentre in Europa conobbe grande fortuna nei gioielli Art Nouveau di fine Ottocento, quando René Lalique e i suoi contemporanei ne apprezzarono la luce lattiginosa. È una pietra tenera e sensibile: essendo porosa non va immersa in acqua.

Nella tradizione delle pietre viene associata ai ritmi naturali, ai cicli e alla parte più ricettiva del carattere. Si crede che accompagni i passaggi, cioè i momenti in cui qualcosa finisce e qualcos'altro non è ancora cominciato. Nelle vecchie usanze la si esponeva alla luce lunare invece che a quella solare, e la si portava soprattutto la sera. Trattandosi di un feldspato tenero e sfaldabile, va custodita separata dalle altre pietre per evitare graffi.

Le proprietà della pietra di luna

• Secondo la tradizione favorisce l'ascolto dell'intuito e la fiducia nelle prime impressioni.

• Nelle credenze popolari veniva portata dalle donne come pietra dei cicli femminili.

• Si crede che aiuti a vivere con più serenità i cambiamenti di umore.

• Antiche usanze la indicavano come amuleto dei viaggiatori notturni.

• Le viene attribuita la capacità di rendere i sogni più nitidi e memorabili.

• Nella tradizione delle pietre veniva accostata alla dolcezza nei rapporti affettivi.

• Si riteneva che smorzasse le reazioni troppo dure durante una discussione.

• Passa per essere una pietra di nuovi inizi, adatta a chi ricomincia da capo.

• Nelle usanze antiche veniva regalata a chi diventava genitore.

• Si crede che aiuti chi fatica ad accettare il passare del tempo.

• Le si attribuisce un effetto rasserenante sulle notti agitate.

• Secondo vecchie credenze accompagna chi si dedica alla scrittura o alla musica.

• Si riteneva che aiutasse a percepire quando conviene aspettare invece di agire.

• Tradizionalmente veniva tenuta vicino nei periodi di attesa e di incertezza.

• Nelle credenze popolari veniva tenuta sotto il cuscino da chi voleva ricordare i propri sogni.

La pietra di luna simboleggia la ricettività, il ritmo naturale delle cose e la luce che resta anche quando il buio è pieno. La scelgono soprattutto le persone sensibili, chi attraversa una fase di passaggio e chi ama i gioielli dall'aspetto delicato e antico. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.

Livello di durezza: 6 - 6.5

Struttura chimica: KAlSi₃O₈

Peso specifico: 2.56 - 2.59

Chakra: Sacrale, Terzo occhio, Corona

Cura: Non immergerlo in acqua, la pietra è porosa. Puliscila con un panno morbido e asciutto e tienila lontana dal sole diretto.

Ossidiana

L'ossidiana è vetro vulcanico: lava ricca di silice raffreddata così in fretta da non avere il tempo di organizzarsi in cristalli. Per questo non ha struttura interna regolare e si rompe con fratture concoidi, cioè a conchiglia, producendo bordi affilatissimi. Il colore più comune è il nero lucido, ma esistono varietà fiocco di neve, con macchie chiare, e altre che mostrano riflessi dorati o azzurrini a seconda dell'angolo di luce.

Le popolazioni preistoriche la lavoravano per ricavarne lame, punte e raschiatoi più taglienti di qualunque metallo dell'epoca, e in Italia le cave delle isole di Lipari e Palmarola rifornivano un commercio che attraversava tutto il Mediterraneo neolitico. In Mesoamerica gli aztechi ne facevano specchi divinatori e coltelli rituali. Ancora oggi lame di ossidiana vengono usate in alcuni ambiti chirurgici per la finezza del taglio.

Nella tradizione delle pietre l'ossidiana viene descritta come schietta e senza mezze misure. Le si attribuisce la capacità di mostrare senza filtri ciò che si preferirebbe non guardare, ragione per cui viene considerata una pietra impegnativa. Nei corredi di pietre viene consigliata a piccole dosi, spesso in abbinamento a esemplari più dolci che ne stemperino la durezza. Essendo vetro, si scheggia con facilità e va protetta dagli urti contro superfici dure.

Le proprietà della pietra di ossidiana

• Secondo la tradizione aiuta a riconoscere le verità scomode su se stessi.

• Nelle credenze popolari è considerata una barriera contro le influenze sfavorevoli.

• Si crede che sostenga chi vuole chiudere davvero con una situazione logora.

• Antiche usanze la lavoravano a specchio per la divinazione.

• Le viene attribuita la capacità di riportare a terra chi si perde nelle fantasie.

• Nella tradizione delle pietre veniva accostata alla scarica delle tensioni accumulate.

• Si riteneva che aiutasse a smettere di giustificare gli altri all'infinito.

• Passa per essere una pietra di taglio netto, adatta ai momenti di decisione.

• Si crede che smorzi la tendenza a mentire a se stessi.

• Nelle usanze antiche veniva tenuta all'ingresso della casa.

• Le vecchie credenze la consideravano capace di alleggerire i rimpianti.

• Si riteneva che sostenesse chi affronta un periodo di lutto o di separazione.

• Tradizionalmente accompagnava chi doveva liberarsi di un'abitudine dannosa.

• Si crede che favorisca un rapporto più diretto con la propria rabbia.

• Nelle vecchie usanze veniva tenuta vicino durante i cambiamenti di stagione.

L'ossidiana simboleggia la verità senza abbellimenti, la chiusura dei conti e la forza del fuoco raffreddato. La scelgono soprattutto le persone che stanno chiudendo un capitolo, chi sente il bisogno di fare chiarezza dentro di sé e chi apprezza il suo nero lucido e profondo. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.

Livello di durezza: 5 - 5.5

Struttura chimica: SiO₂ (vetro vulcanico)

Peso specifico: 2.35 - 2.60

Chakra: Radice

Cura: Si pulisce con acqua tiepida e uno spazzolino morbido, poi si asciuga bene. La luce del sole non lo danneggia.

Turchese

Il turchese è una pietra opaca dai toni che vanno dall'azzurro cielo al verde intenso, a volte uniforme, a volte percorsa da sottili venature dorate, brune o nere dette matrice. Si tratta di un fosfato idrato di rame e alluminio: contiene acqua nella sua stessa formula, ed è tenero e molto poroso. Proprio la porosità lo rende delicato, perché assorbe liquidi, grassi e profumi, può cambiare tonalità con gli anni e screpolarsi se viene bagnato.

Il nome arriva dal francese pierre turquoise, cioè pietra turca, perché i primi carichi giunsero in Europa attraverso la Turchia pur provenendo dalla Persia. Gli egizi lo estraevano già nel Sinai per i gioielli dei faraoni; in Iran il turchese di Nishapur, di un azzurro compatto, è considerato da secoli il più pregiato; e i popoli nativi del Sudovest americano lo montano in argento in una tradizione orafa ancora viva. Il turchese naturale di buona qualità è raro e costoso, per questo il mercato è pieno di imitazioni, di pietre stabilizzate con resine e di magnesite colorata.

Nella tradizione delle pietre al turchese si attribuisce un'energia di quiete e di serenità. Si crede che calmi l'inquietudine e ridia forza. Di solito lo si porta come gioiello vicino alla pelle, e i testi antichi consigliavano la montatura in argento, che ne rafforzerebbe l'effetto.

Le proprietà della pietra di turchese

• Si ritiene che allevii l'inquietudine e aiuti a scaricare la tensione nervosa.

• Tradizionalmente veniva consigliato a chi attraversa un lutto, come conforto.

• Secondo le credenze sostiene chi ha subito uno scossone improvviso e cerca l'equilibrio.

• Antiche fonti gli attribuiscono il rafforzamento delle energie vitali di chi lo porta.

• Passa per essere una pietra di saggezza, che favorirebbe un pensiero calmo e ponderato.

• In molte culture veniva indossato come amuleto contro l'invidia e il malocchio.

• Per i disturbi digestivi un tempo lo si portava come fibbia della cintura o come bracciale.

• Nella tradizione delle pietre veniva collegato al mantenimento di una pressione regolare.

• Si crede che sostenga il lavoro del cuore e della circolazione.

• È considerato una pietra di concordia, capace di stemperare gli attriti fra le persone.

• La tradizione gli attribuisce la capacità di facilitare un discorso sincero sui propri bisogni.

• I viaggiatori lo portavano un tempo con sé, convinti che proteggesse dagli incidenti.

• Secondo antiche convinzioni aiuta a recuperare le forze nei periodi di sovraccarico.

Il turchese simboleggia la pace, l'equilibrio interiore e la protezione. Lo scelgono le persone in cerca di quiete, chi sta tornando in forma dopo un periodo difficile e chi apprezza il suo azzurro caldo. Essendo tenero e poroso, non va mai immerso in acqua né esposto al sole diretto: assorbe l'umidità, si screpola e sbiadisce. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.

Livello di durezza: 5 - 6

Struttura chimica: CuAl₆(PO₄)₄(OH)₈·5H₂O

Peso specifico: 2.31 - 2.84

Chakra: Gola, Cuore, Terzo occhio

Cura: Non immergerlo in acqua, la pietra è porosa. Puliscila con un panno morbido e asciutto e tienila lontana dal sole diretto.

Giada

Con il nome giada si indicano in realtà due minerali distinti ma di aspetto simile: la giadeite, più rara e pregiata, e la nefrite, più diffusa. Entrambe hanno una struttura fibrosa intrecciata che le rende straordinariamente tenaci: non sono le pietre più dure, ma resistono agli urti meglio di quasi ogni altra gemma, ed è per questo che si prestano a intagli sottilissimi che non si spezzano. I colori vanno dal verde smeraldo al bianco crema, dal lavanda al bruno.

Il nome europeo nasce da un equivoco fortunato. Gli spagnoli arrivati in America la chiamarono piedra de ijada, pietra del fianco, perché i popoli locali la applicavano sul costato per i disturbi renali; da quell'espressione derivano tanto giada quanto il termine scientifico nefrite. In Cina la giada è da oltre settemila anni la pietra per eccellenza, più preziosa dell'oro, simbolo di virtù e di rettitudine morale; anche i maori della Nuova Zelanda ne ricavano il pounamu, oggetto sacro tramandato per generazioni.

Nella tradizione delle pietre la giada viene descritta come pacata e longeva, associata all'equilibrio duraturo più che al cambiamento rapido. Sul mercato circolano molte pietre vendute come giada che in realtà sono serpentino, quarzite tinta o vetro; la giadeite autentica ha un aspetto leggermente granuloso e una freddezza al tatto che si riconosce con l'abitudine. La giada trattata con resine viene indicata come tipo B e vale sensibilmente meno.

Le proprietà della pietra di giada

• Secondo la tradizione favorisce una serenità che si costruisce con il tempo.

• Nelle credenze popolari veniva collegata ai reni e all'eliminazione dei liquidi.

• Si crede che sostenga chi cerca stabilità nella vita familiare.

• Antiche usanze la consideravano segno di rettitudine e di buona reputazione.

• Le viene attribuita la capacità di attirare prosperità lenta ma duratura.

• Nella tradizione delle pietre veniva accostata al cuore e alla generosità.

• Si riteneva che aiutasse a smettere di forzare le situazioni.

• Passa per essere una pietra di longevità, da tramandare in famiglia.

• Si crede che smorzi l'ansia di chi vuole tutto subito.

• Nelle usanze antiche veniva regalata alla nascita di un figlio.

• Le vecchie credenze la consideravano capace di proteggere durante i viaggi.

• Si riteneva che favorisse sogni tranquilli e senza agitazione.

• Tradizionalmente accompagnava chi doveva mediare fra parti in disaccordo.

• Si crede che aiuti ad accettare i propri limiti con misura.

• Nelle vecchie usanze veniva portata come braccialetto chiuso, senza chiusure metalliche.

La giada simboleggia l'armonia, la costanza e la saggezza che matura piano. La scelgono soprattutto le persone che cercano equilibrio duraturo, chi apprezza le tradizioni orientali e chi ama il verde sereno di questa pietra. La sua tenacità la rende adatta a gioielli destinati a durare a lungo. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.

Livello di durezza: 6 - 7

Struttura chimica: NaAlSi₂O₆ / Ca₂(Mg,Fe)₅Si₈O₂₂(OH)₂

Peso specifico: 2.90 - 3.38

Chakra: Cuore

Cura: Si pulisce con acqua tiepida e uno spazzolino morbido, poi si asciuga bene. La luce del sole non lo danneggia.

Smeraldo

Lo smeraldo è la varietà verde del berillo e deve il colore a tracce di cromo e vanadio. A differenza di quasi tutte le altre gemme, in uno smeraldo le inclusioni non sono considerate un difetto: i gemmologi le chiamano giardino, jardin, e le usano per riconoscerne l'origine e distinguerlo dalle imitazioni. Sono però anche il suo punto debole, perché rendono la pietra fragile nonostante una durezza elevata, e per questo esiste un taglio apposito, il taglio smeraldo, con gli angoli smussati per proteggerne gli spigoli.

I giacimenti colombiani di Muzo e Chivor forniscono da secoli gli esemplari più celebri, dal verde profondo e leggermente azzurrato. Prima della conquista spagnola dell'America le miniere egiziane di Cleopatra rifornivano il Mediterraneo, e i romani ne erano affascinati: Plinio scriveva che nessun colore riposa la vista quanto quello dello smeraldo. Quasi tutti gli smeraldi in commercio vengono trattati con oli o resine per attenuare le fratture superficiali, motivo per cui non tollerano acqua calda, vapore e pulitura a ultrasuoni.

Nella tradizione delle pietre lo smeraldo viene descritto come sereno e rigeneratore, legato alla vista, alla parola sincera e ai legami che si vogliono duraturi. Le inclusioni rendono ogni smeraldo riconoscibile come un'impronta, tanto che due pietre identiche non esistono. Nei gioielli conviene una montatura che protegga gli spigoli, perché il punto debole della pietra è sempre il bordo.

Le proprietà della pietra di smeraldo

• Secondo la tradizione riposa gli occhi e la mente affaticati.

• Nelle credenze popolari veniva portato come pegno di fedeltà coniugale.

• Si crede che aiuti a riconoscere chi non è sincero.

• Antiche usanze lo consideravano pietra della memoria e della conoscenza.

• Gli viene attribuita la capacità di rasserenare dopo un periodo agitato.

• Nella tradizione delle pietre veniva accostato al cuore e alla capacità di amare senza possesso.

• Si riteneva che sostenesse chi si dedica alla ricerca e allo studio.

• Passa per essere una pietra di rinascita, adatta ai periodi di ripresa.

• Si crede che favorisca una comunicazione paziente nelle coppie.

• Nelle usanze antiche accompagnava chi affrontava un lungo viaggio.

• Le vecchie credenze lo consideravano capace di alleviare l'inquietudine notturna.

• Si riteneva che aiutasse a mantenere la calma davanti alle provocazioni.

• Tradizionalmente veniva regalato per gli anniversari di matrimonio.

• Si crede che sostenga chi vuole rimettere ordine nella propria vita.

• Nelle vecchie usanze veniva regalato a chi cominciava un percorso di studi lungo.

Lo smeraldo simboleggia la rinascita, la lealtà e la quiete del verde che riposa lo sguardo. Lo scelgono soprattutto le persone che cercano armonia nei rapporti, chi si sta rimettendo in cammino dopo una pausa e chi ama le gemme dal verde pieno. Poiché quasi sempre trattato con oli, va pulito con delicatezza e mai con acqua calda o apparecchi a ultrasuoni. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.

Livello di durezza: 7.5 - 8

Struttura chimica: Be₃Al₂Si₆O₁₈

Peso specifico: 2.67 - 2.78

Chakra: Cuore

Cura: Non immergerlo in acqua. Asciugalo dopo averlo indossato e tienilo lontano dal calore.