L'ametista è la varietà viola del quarzo e deve la sua tinta a tracce di ferro combinate con l'irraggiamento naturale della roccia. Il colore varia dal lilla appena accennato al porpora profondo e spesso non è uniforme: nello stesso cristallo si alternano zone più intense e altre quasi incolori. Cresce in geodi, cavità di rocce vulcaniche tappezzate di punte, e quelle brasiliane e uruguaiane possono essere alte quanto una persona.
Il nome viene dal greco amethystos, che significa non ebbro. Nell'antichità si credeva che bere da una coppa di ametista tenesse lontana l'ubriachezza, e per questo la pietra veniva legata alla misura e alla lucidità. Nel mondo cristiano divenne la gemma degli anelli vescovili, tanto da essere chiamata pietra dei vescovi, mentre in Russia e in Europa centrale ornava corone e reliquiari.
Nella tradizione delle pietre curative l'ametista è considerata la pietra della quiete mentale. Le si attribuisce la capacità di rallentare i pensieri che si rincorrono e di favorire un riposo profondo, ragione per cui la si tiene spesso vicino al letto o la si porta come pendente.
Le proprietà della pietra di ametista
• Si crede tradizionalmente che plachi l'agitazione mentale e aiuti a lasciare i pensieri prima di dormire.
• Nelle usanze antiche veniva posata sul comodino di chi faceva sogni inquieti.
• Secondo le fonti più antiche sostiene la moderazione e aiuta a resistere agli eccessi.
• Le viene attribuita la capacità di rendere più nitida la concentrazione durante lo studio.
• Nella credenza popolare veniva usata per alleviare la tensione che si accumula alle tempie.
• Si riteneva che accompagnasse la meditazione e favorisse uno stato di raccoglimento.
• Passa per essere una pietra di trasformazione, che aiuta a chiudere un capitolo e ricominciare.
• Nella tradizione veniva accostata all'intuizione e alla capacità di leggere le situazioni.
• Si crede che aiuti chi tende a perdere la pazienza a ritrovare un tono più pacato.
• Antiche usanze la indicavano come sostegno nei periodi di lutto e di dispiacere.
• Le si attribuisce la facoltà di allontanare le influenze sfavorevoli dagli ambienti domestici.
• Si riteneva che alleggerisse la sensazione di pesantezza dopo una giornata faticosa.
• Tradizionalmente veniva portata da chi cercava chiarezza in una scelta difficile.
• Nelle credenze popolari accompagnava chi voleva abbandonare un'abitudine radicata.
• Si crede che favorisca un rapporto più sereno con la solitudine.
L'ametista simboleggia la calma, la misura e la lucidità che nasce dal silenzio. La scelgono soprattutto le persone che dormono male, chi lavora sotto pressione mentale e chi cerca una pietra da tenere nello spazio in cui si riposa o si medita. Va ricordato che il sole diretto ne scolorisce il viola, quindi conviene custodirla all'ombra. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.
Livello di durezza: 7
Struttura chimica: SiO₂
Peso specifico: 2.65
Chakra: Terzo occhio, Corona
Cura: Si pulisce con acqua tiepida e uno spazzolino morbido. Non lasciarlo a lungo al sole diretto, il colore sbiadisce.
Il granato non è una pietra sola ma un'intera famiglia di minerali dalla struttura simile e dalla composizione diversa. La varietà più conosciuta, l'almandino, ha un rosso profondo che tende al violaceo; ma esistono granati aranciati, verdi, gialli e persino cangianti. La lucentezza è vitrea e il taglio a faccette ne esalta il fuoco interno, tanto che nell'Ottocento il granato fu una delle gemme più diffuse d'Europa.
Il nome viene dal latino granatum, la melagrana, per la somiglianza dei cristalli con i suoi chicchi. La Boemia fu per secoli il centro mondiale della lavorazione: i piroplasti boemi, minuscoli granati rossi montati fitti su lastre d'oro, componevano parures che oggi si ammirano nei musei. In epoca precedente i popoli delle steppe li incastonavano nelle fibbie e nelle spade, e la loro durezza li rende ancora oggi adatti all'uso quotidiano.
Nella tradizione delle pietre il granato viene descritto come caldo e stimolante, legato al sangue e all'energia vitale. Gli si attribuisce la capacità di rimettere in moto chi si è fermato, più che di calmare. Nei ricettari medievali il granato compariva fra le pietre da portare durante l'inverno, quando le forze sembrano ritirarsi. Essendo duro e compatto regge bene l'uso quotidiano, e questo ne ha favorito la diffusione negli anelli e nelle spille di famiglia.
Le proprietà della pietra di granato
• Secondo la tradizione restituisce slancio a chi si sente svuotato e senza iniziativa.
• Nelle credenze popolari veniva collegato alla circolazione e al calore corporeo.
• Si crede che sostenga la determinazione di chi porta avanti un progetto lungo.
• Antiche usanze lo indicavano come amuleto dei viaggiatori e dei soldati.
• Gli viene attribuita la capacità di rendere più salda la fiducia in se stessi.
• Nella tradizione delle pietre veniva accostato alla passione e al desiderio.
• Si riteneva che aiutasse a superare i momenti di scoraggiamento profondo.
• Passa per essere una pietra di lealtà, da scambiarsi fra persone legate da un patto.
• Si crede che favorisca la costanza in chi tende ad abbandonare a metà.
• Nelle usanze antiche veniva portato da chi affrontava un periodo di grande fatica fisica.
• Le vecchie credenze lo consideravano capace di riscaldare gli stati d'animo freddi e distanti.
• Si riteneva che rendesse più diretta l'espressione dei propri bisogni.
• Tradizionalmente accompagnava chi doveva difendere una posizione senza cedere.
• Si crede che aiuti a trasformare la rabbia in azione utile.
• Nelle credenze popolari veniva portato da chi si rimetteva in piedi dopo una malattia lunga.
Il granato simboleggia l'energia che non si spegne, la fedeltà e il coraggio di ricominciare. Lo scelgono soprattutto le persone che si sentono stanche e demotivate, chi ha bisogno di una spinta concreta e chi ama il rosso profondo delle gemme antiche. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.
Livello di durezza: 7 - 7.5
Struttura chimica: Fe₃Al₂(SiO₄)₃
Peso specifico: 3.4 - 4.3
Chakra: Radice, Sacrale
Cura: Si pulisce con acqua tiepida e uno spazzolino morbido, poi si asciuga bene. La luce del sole non lo danneggia.
L'occhio di tigre è un quarzo attraversato da fibre parallele che riflettono la luce in una banda mobile: basta ruotare la pietra perché una striscia dorata scorra sulla superficie come una pupilla. Il fenomeno si chiama chatoiance e per ottenerlo la pietra va tagliata a cabochon, cioè bombata e senza faccette. Il fondo bruno miele con lampi d'oro nasce dall'ossidazione del ferro contenuto nelle fibre originarie.
La maggior parte del materiale in commercio arriva dalla provincia del Capo Settentrionale, in Sudafrica, dove viene estratto da giacimenti antichissimi. Esistono varietà affini: l'occhio di falco, azzurro grigio, e l'occhio di bue, rosso bruno, ottenuto per riscaldamento. In molte culture africane e asiatiche la pietra veniva incisa e portata come amuleto proprio per quella somiglianza con un occhio semiaperto, che si riteneva capace di vedere ciò che l'uomo non vede.
Nella tradizione delle pietre l'occhio di tigre viene descritto come pietra della vista interiore e della fermezza. Gli si attribuisce la capacità di far osservare le situazioni da una certa distanza, senza farsi travolgere. Nei corredi di pietre viene spesso associato al lavoro e al denaro più che ai sentimenti. Essendo un quarzo compatto non teme l'acqua né la luce, e questo lo rende una delle pietre più pratiche da portare ogni giorno.
Le proprietà della pietra di occhio di tigre
• Secondo la tradizione aiuta a valutare le circostanze con distacco prima di decidere.
• Nelle credenze popolari è considerato un amuleto contro il malocchio e le invidie.
• Si crede che rafforzi la fiducia di chi deve sostenere un colloquio o un esame.
• Antiche usanze lo indicavano come pietra dei mercanti e di chi tratta affari.
• Gli viene attribuita la capacità di smascherare le intenzioni poco limpide.
• Nella tradizione delle pietre veniva accostato alla vista e alla chiarezza dello sguardo.
• Si riteneva che sostenesse chi tende a farsi paralizzare dall'indecisione.
• Passa per essere una pietra di coraggio pratico, non avventato.
• Si crede che aiuti a mantenere la parola data anche quando costa fatica.
• Nelle usanze antiche veniva portato dai guerrieri come segno di vigilanza.
• Le vecchie credenze lo consideravano capace di stemperare la gelosia.
• Si riteneva che favorisse una gestione più attenta del denaro.
• Tradizionalmente accompagnava chi lavorava in condizioni di rischio.
• Si crede che aiuti a distinguere ciò che è urgente da ciò che è soltanto rumoroso.
• Nelle vecchie usanze veniva tenuto in tasca durante le trattative importanti.
L'occhio di tigre simboleggia la vigilanza, il coraggio ragionato e la protezione di chi guarda prima di muoversi. Lo scelgono soprattutto le persone indecise, chi si occupa di affari o trattative e chi ama il gioco di luce dorata che cambia a ogni movimento. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.
Livello di durezza: 7
Struttura chimica: SiO₂
Peso specifico: 2.58 - 2.64
Chakra: Sacrale, Plesso solare
Cura: Si pulisce con acqua tiepida e uno spazzolino morbido, poi si asciuga bene. La luce del sole non lo danneggia.
Il corallo prezioso non è un minerale ma lo scheletro calcareo costruito da minuscoli animali marini, i polipi, che vivono in colonie ramificate sui fondali. Cresce lentissimamente, pochi millimetri l'anno, formando rametti che vengono poi tagliati e lucidati. La varietà più celebre è il corallo rosso del Mediterraneo, ma esistono anche il rosa pallido detto pelle d'angelo, il bianco e il raro nero. È tenero e sensibile agli acidi, quindi va trattato con delicatezza.
In Italia il corallo ha una storia lunghissima. Torre del Greco, alle falde del Vesuvio, è dal Settecento la capitale mondiale della sua lavorazione, e i suoi maestri incidono cammei e figure con una tecnica tramandata di bottega in bottega. Nel Mezzogiorno il rametto di corallo è da secoli l'amuleto più diffuso contro il malocchio, appeso alla culla dei neonati o portato al collo. Il mito greco lo faceva nascere dal sangue di Medusa caduto in mare.
Nella tradizione delle pietre il corallo viene considerato protettivo e vitale, legato all'infanzia e alla continuità della famiglia. La pesca del corallo è oggi regolata da norme rigorose, e sul mercato si trovano anche coralli tinti o ricostruiti da polvere calcarea. Gli esemplari autentici mostrano una struttura a fibre concentriche visibile in controluce, come le venature di un ramo tagliato.
Le proprietà della pietra di corallo
• Nelle credenze popolari è l'amuleto per eccellenza contro il malocchio e l'invidia.
• Tradizionalmente veniva messo ai neonati come protezione dei primi mesi.
• Si crede che sostenga chi si sente esposto e vulnerabile.
• Antiche usanze lo collegavano al sangue e al vigore fisico.
• Gli viene attribuita la capacità di rendere più caldi i rapporti familiari.
• Nella tradizione veniva regalato alle spose come augurio di fecondità.
• Si riteneva che accompagnasse i pescatori e chi lavora sul mare.
• Passa per essere una pietra che aiuta a superare le paure infantili rimaste.
• Si crede che smorzi l'ansia di chi teme sempre il peggio.
• Nelle usanze antiche veniva portato durante le lunghe traversate.
• Le vecchie credenze lo consideravano capace di rinsaldare i legami di sangue.
• Si riteneva che desse coraggio a chi deve difendere qualcuno.
• Tradizionalmente accompagnava chi cambiava casa o paese.
• Si crede che favorisca un rapporto più affettuoso con il proprio corpo.
• Nelle vecchie usanze veniva appeso sopra la porta di casa come segno di buon augurio.
Il corallo simboleggia la protezione, la vita che si rinnova e il legame con le proprie radici. Lo scelgono soprattutto le famiglie, chi cerca un amuleto tradizionale e chi ama il rosso caldo dei gioielli mediterranei. Essendo di natura organica e calcarea, teme l'acqua, gli acidi, i profumi e i detergenti. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.
Livello di durezza: 3 - 4
Struttura chimica: CaCO₃
Peso specifico: 2.60 - 2.70
Chakra: Radice, Sacrale
Cura: Non immergerlo in acqua, la pietra è porosa. Puliscila con un panno morbido e asciutto e tienila lontana dal sole diretto.
L'ossidiana è vetro vulcanico: lava ricca di silice raffreddata così in fretta da non avere il tempo di organizzarsi in cristalli. Per questo non ha struttura interna regolare e si rompe con fratture concoidi, cioè a conchiglia, producendo bordi affilatissimi. Il colore più comune è il nero lucido, ma esistono varietà fiocco di neve, con macchie chiare, e altre che mostrano riflessi dorati o azzurrini a seconda dell'angolo di luce.
Le popolazioni preistoriche la lavoravano per ricavarne lame, punte e raschiatoi più taglienti di qualunque metallo dell'epoca, e in Italia le cave delle isole di Lipari e Palmarola rifornivano un commercio che attraversava tutto il Mediterraneo neolitico. In Mesoamerica gli aztechi ne facevano specchi divinatori e coltelli rituali. Ancora oggi lame di ossidiana vengono usate in alcuni ambiti chirurgici per la finezza del taglio.
Nella tradizione delle pietre l'ossidiana viene descritta come schietta e senza mezze misure. Le si attribuisce la capacità di mostrare senza filtri ciò che si preferirebbe non guardare, ragione per cui viene considerata una pietra impegnativa. Nei corredi di pietre viene consigliata a piccole dosi, spesso in abbinamento a esemplari più dolci che ne stemperino la durezza. Essendo vetro, si scheggia con facilità e va protetta dagli urti contro superfici dure.
Le proprietà della pietra di ossidiana
• Secondo la tradizione aiuta a riconoscere le verità scomode su se stessi.
• Nelle credenze popolari è considerata una barriera contro le influenze sfavorevoli.
• Si crede che sostenga chi vuole chiudere davvero con una situazione logora.
• Antiche usanze la lavoravano a specchio per la divinazione.
• Le viene attribuita la capacità di riportare a terra chi si perde nelle fantasie.
• Nella tradizione delle pietre veniva accostata alla scarica delle tensioni accumulate.
• Si riteneva che aiutasse a smettere di giustificare gli altri all'infinito.
• Passa per essere una pietra di taglio netto, adatta ai momenti di decisione.
• Si crede che smorzi la tendenza a mentire a se stessi.
• Nelle usanze antiche veniva tenuta all'ingresso della casa.
• Le vecchie credenze la consideravano capace di alleggerire i rimpianti.
• Si riteneva che sostenesse chi affronta un periodo di lutto o di separazione.
• Tradizionalmente accompagnava chi doveva liberarsi di un'abitudine dannosa.
• Si crede che favorisca un rapporto più diretto con la propria rabbia.
• Nelle vecchie usanze veniva tenuta vicino durante i cambiamenti di stagione.
L'ossidiana simboleggia la verità senza abbellimenti, la chiusura dei conti e la forza del fuoco raffreddato. La scelgono soprattutto le persone che stanno chiudendo un capitolo, chi sente il bisogno di fare chiarezza dentro di sé e chi apprezza il suo nero lucido e profondo. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.
Livello di durezza: 5 - 5.5
Struttura chimica: SiO₂ (vetro vulcanico)
Peso specifico: 2.35 - 2.60
Chakra: Radice
Cura: Si pulisce con acqua tiepida e uno spazzolino morbido, poi si asciuga bene. La luce del sole non lo danneggia.
Il quarzo rosa è la varietà rosata del quarzo e si presenta quasi sempre in masse compatte, non in cristalli ben formati. La sua tinta va dal rosa carne appena percettibile a un rosa più caldo e pieno, e nasce da microscopiche inclusioni fibrose di un minerale affine alla dumortierite. Proprio queste fibre gli danno un aspetto lattiginoso e, in alcuni esemplari tagliati a cabochon, un tenue effetto stella visibile in controluce.
Le masse più grandi provengono dal Brasile, dal Madagascar e dal Sudafrica. È una pietra che non ha mai avuto un ruolo importante nell'alta gioielleria, proprio perché raramente limpida, ma è da sempre popolare nella scultura di piccole dimensioni e negli oggetti da casa: sfere, cuori, ciotole. Nell'antica Roma e in Mesopotamia se ne ricavavano sigilli e amuleti, e alcune fonti la legano fin da allora ai patti d'amore.
Nella tradizione delle pietre il quarzo rosa è considerato per eccellenza la pietra dell'affetto, inteso in senso ampio: non solo l'amore romantico ma anche la benevolenza verso se stessi. Nelle usanze domestiche se ne tiene un pezzo grezzo in soggiorno o in camera, più che portarlo addosso, perché il suo effetto viene descritto come diffuso e lento. È una delle poche pietre che si regalano senza occasione particolare, semplicemente come gesto di attenzione.
Le proprietà della pietra di quarzo rosa
• Secondo la tradizione ammorbidisce il modo in cui ci si giudica.
• Nelle credenze popolari veniva tenuto in camera per favorire un clima sereno.
• Si crede che aiuti chi fatica ad accettare l'affetto degli altri.
• Antiche usanze lo scambiavano fra innamorati come pegno.
• Gli viene attribuita la capacità di alleggerire il dolore di una separazione.
• Nella tradizione delle pietre veniva accostato al cuore e alla sua apertura.
• Si riteneva che rendesse meno taglienti le parole nei momenti di lite.
• Passa per essere una pietra di consolazione da tenere in mano quando si sta male.
• Si crede che aiuti a perdonare senza forzature.
• Nelle usanze antiche veniva regalato a chi si sentiva solo.
• Le vecchie credenze lo consideravano capace di stemperare la diffidenza.
• Si riteneva che favorisse un sonno tranquillo nei bambini.
• Tradizionalmente accompagnava chi cercava di ricucire un rapporto.
• Si crede che aiuti a chiedere aiuto senza vergognarsene.
• Nelle vecchie usanze veniva messo nella stanza di chi rientrava a casa dopo un ricovero.
Il quarzo rosa simboleggia la tenerezza, la riconciliazione e la cura che si dedica a se stessi. Lo scelgono soprattutto le persone reduci da una delusione affettiva, chi tende a essere severo con sé e chi ama i toni delicati. Il sole diretto ne sbiadisce il rosa, perciò conviene tenerlo lontano dalle finestre esposte. Gli usi descritti appartengono alla tradizione e alle credenze popolari e non sostituiscono il parere medico.
Livello di durezza: 7
Struttura chimica: SiO₂
Peso specifico: 2.65
Chakra: Cuore
Cura: Si pulisce con acqua tiepida e uno spazzolino morbido. Non lasciarlo a lungo al sole diretto, il colore sbiadisce.

