Una figura che sta in parte per la persona reale e in parte per una versione di chi sogna: stesso punto di partenza, scelte diverse, vite parallele.
Le figure di famiglia dominano i racconti di sogno e, dopo i genitori, la sorella compare quasi più di chiunque altro. L'interpretazione che si ritrova in quasi tutte le tradizioni la tratta come due cose insieme: la persona in carne e ossa e una vita partita dallo stesso indirizzo che ha preso un'altra strada. Questo sdoppiamento spiega perché tali sogni pesano spesso più degli eventi che contengono.
Siccome i fratelli condividono un punto di partenza, la figura serve da secoli a parlare di misura. Una sorella che nel sogno appare realizzata, o che viene lodata, si legge di solito come chi sogna che fa il bilancio dei propri progressi, non come qualcosa che la riguarda. Vale anche al contrario: una sorella nei guai sta spesso per una preoccupazione che chi sogna ha su di sé e ha spostato in un punto più facile da guardare.
Le liti in questi sogni sono frequentissime e vengono prese come attrito non ancora detto, mai come l'annuncio di una rottura. Proteggerla da qualcosa si legge come un dovere sentito e magari mai scelto. Perderla in una folla o in una stazione sta con le immagini della distanza, e capita spesso a chi ha la famiglia sparsa in città diverse.
Anche chi non ha sorelle le sogna, e la lettura per quel caso è più interessante della versione ordinaria: la figura viene presa come un sé compagno, un modo di immaginare che cosa avrebbe prodotto un'infanzia condivisa. I figli unici la raccontano quanto chiunque altro, segno che l'immagine sta facendo un lavoro simbolico invece di riferire su una famiglia.
Nessun significato generale sopravvive al contatto con il rapporto vero. Una sorella con cui non parli da anni e una che senti ogni giorno producono sogni completamente diversi dalla stessa voce di dizionario, e sai già quale delle due hai.


