Venere, Marte e i pianeti lontani producono lo stesso effetto ottico di Mercurio, ma ognuno di quei periodi, lungo da sei settimane a cinque mesi, viene letto in modo diverso.
Retrogrado non vuol dire che un pianeta stia davvero andando all'indietro: vuol dire che, visto dalla Terra, per qualche settimana sembra scorrere nel verso opposto tra le stelle. Capita a tutti i corpi con cui lavora l'astrologia, non solo a Mercurio: Venere, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone attraversano la stessa fase con una regolarità da orologio, e i tre più lontani ci restano dentro quasi cinque mesi ogni anno. Le uniche eccezioni sono il Sole e la Luna.
Nessun pianeta rallenta, si ferma e si gira: ognuno percorre la propria orbita intorno al Sole sempre nella stessa direzione e alla stessa andatura. A cambiare è il nostro punto di osservazione, perché anche la Terra si sposta mentre guardiamo.
Per tutto ciò che sta più lontano di noi, da Marte a Plutone, l'illusione nasce da un sorpasso, e a sorpassare siamo noi. La Terra corre su un'orbita più stretta e più rapida, quindi circa una volta l'anno raggiunge un pianeta più lento e gli sfila accanto dalla parte interna. Durante il sorpasso quel pianeta sembra scivolare all'indietro rispetto alle stelle sullo sfondo, un po' come un'auto sorpassata in autostrada sembra arretrare per un attimo. Appena ce lo siamo lasciati alle spalle, il movimento apparente riprende il verso di prima.
Da qui nasce un dettaglio che quasi nessuno si aspetta. Un pianeta esterno arriva a metà del suo periodo retrogrado proprio quando è alla minima distanza da noi e sta nella parte di cielo opposta al Sole, la posizione che gli astronomi chiamano opposizione. È il momento in cui brilla di più e resta visibile per tutta la notte. Giove retrogrado non è un Giove indebolito o nascosto: è il Giove migliore dell'anno da guardare con un binocolo.
Venere si comporta al contrario, perché la sua orbita sta dentro la nostra: inverte il moto mentre passa tra noi e il Sole, quindi in quelle settimane è vicinissima alla Terra e al telescopio si mostra come una falce sottile.
Il ritmo di ciascun pianeta dipende da quanto la sua velocità si avvicina alla nostra. I corpi vicini danno episodi rari e vistosi, quelli lontani episodi annuali e lunghissimi.
Somma quelle durate e il quadro cambia forma. In un giorno qualunque ci sono di solito due o tre pianeti retrogradi insieme, e le finestre in cui non ce n'è nemmeno uno si riducono a poche settimane sparse nell'anno. La condizione rara è il cielo sgombro, non quello affollato.
Quelle cifre smontano da sole un'idea molto diffusa. Se il moto apparente all'indietro fosse un pericolo, Plutone sarebbe pericoloso per più di un terzo di ogni anno, contemporaneamente per chiunque sia vivo. Un avvertimento che vale quasi sempre non informa nessuno di niente.
Gli astrologi che usano i pianeti lontani lo trattano di conseguenza. Per Urano, Nettuno e Plutone la fase retrograda è sfondo, e viene presa in considerazione solo quando il pianeta si ferma su un punto delicato della mappa di una persona precisa. Il lavoro vero resta ai corpi vicini, cioè Mercurio, Venere e Marte, con Giove e Saturno in una posizione intermedia.
Nessuna di queste letture nasce da una misura. Sono simboli ereditati, da prendere come titoli sotto cui pensare e non come previsioni di fatti.
Venere retrograda riguarda gli affetti, il denaro e il gusto, quindi viene letta come una revisione di ciò a cui dai valore. La versione popolare è l'ex che ricompare e l'acquisto di cui ti penti. Il consiglio classico è rimandare le scelte estetiche difficili da annullare, un matrimonio o una ristrutturazione, perché in quelle settimane il giudizio su ciò che piace sarebbe instabile.
Marte retrogrado tocca la spinta e la forza. Viene descritto come uno sforzo che non prende velocità: le cose lanciate lì dentro si impantanano, le discussioni girano a vuoto, la rabbia si ingoia invece di uscire. Torna solo una volta ogni due anni e poi resta per mesi, e proprio per questo la tradizione lo considera l'inversione davvero scomoda per chi vuole cominciare qualcosa.
Giove retrogrado gira verso l'interno l'idea di crescita. La lettura classica è un periodo per rivedere in che cosa credi, e per chiederti se la cosa che stai facendo crescere meriti di crescere ancora.
Saturno retrogrado viene letto come una revisione delle strutture: gli impegni, la disciplina, gli accordi che tengono in piedi una vita. Se Saturno con moto normale è descritto come una pressione che arriva da fuori, Saturno retrogrado è la pressione che ti metti da te.
Visto che i pianeti lontani passano mesi all'anno in questa fase, nascere con qualcuno di loro retrogrado è del tutto ordinario. Quasi tutte le mappe di nascita, cioè l'elenco delle posizioni che i corpi celesti occupavano nell'ora e nel luogo in cui una persona è arrivata, ne contengono almeno uno, spesso tre o quattro.
La lettura tradizionale di un retrogrado di nascita, che è cosa diversa da un pianeta retrogrado in questo momento, dice che quella funzione si rivolge verso l'interno. Marte diventa così una rabbia che non esce, Venere un affetto espresso di traverso o in ritardo, Mercurio una testa che prova le frasi in silenzio prima di dirle. Chi interpreta aggiunge quasi sempre che si tratta di una funzione lenta a maturare, non guasta.
Vale però l'avvertenza che riguarda qualsiasi posizione condivisa: se una cosa è vera per una fetta enorme di chi è nato nel tuo stesso anno, di te in particolare racconta pochissimo.
Ogni periodo si apre e si chiude con una sosta, cioè i giorni in cui il pianeta appare quasi fermo prima che il suo verso apparente si rovesci. Più il corpo è lontano, più quella sosta dura: un pianeta esterno può restare immobile sullo stesso punto del cielo per una settimana o più, quindi chi lo osserva guarda il punto su cui si blocca più che una data singola.
L'uso pratico è poco spettacolare: segnati quando un periodo comincia e quando finisce, e lascia l'interpretazione abbastanza larga da non archiviare come prova una settimana storta qualunque.
Una nota finale sulla parte verificabile. In astrologia pochissime cose hanno una spiegazione così solida: quei giri all'indietro erano l'imbarazzo del vecchio modello con la Terra al centro, e sono diventati un semplice sorpasso appena il Sole è stato spostato in mezzo. Il fenomeno è reale e si calcola al minuto per secoli in avanti. Che cosa significhi è invece un'altra questione, e poggia sulla tradizione, non su una misura.


