Ofiuco, il Serpentario, è una costellazione vera e la notizia torna ogni pochi anni: ecco da dove nasce e perché il tuo segno resta quello di sempre.
Il tredicesimo segno non esiste, e la risposta non dipende da una scoperta recente ma dal modo in cui lo zodiaco è costruito. Ofiuco è reale quanto basta: è una costellazione grande e il Sole le passa davvero davanti per qualche settimana ogni anno. Non è un segno perché i segni non sono costellazioni, e hanno smesso di coincidere con loro più di duemila anni fa.
In italiano Ofiuco si chiama anche Serpentario, cioè colui che regge il serpente, ed è una delle figure celesti battezzate più anticamente. I greci la collegavano ad Asclepio, il medico che nel mito aveva imparato a riportare in vita i morti. In cielo sta tra lo Scorpione e il Sagittario, e l'eclittica, cioè la linea lungo la quale vediamo scorrere il Sole nell'arco dell'anno, ne sfiora il bordo inferiore.
Il Sole le resta davanti circa diciotto giorni ogni anno, tra gli ultimi giorni di novembre e la metà di dicembre. È un'osservazione corretta sul cielo. Per un oroscopo non cambia niente, e il motivo sta in che cosa sia un segno.
Tutto nasce da un lavoro di catalogazione. Nel 1930 l'Unione Astronomica Internazionale approvò confini precisi per tutte le 88 costellazioni, su un disegno curato dall'astronomo belga Eugène Delporte. Fino a quel momento erano gruppi di stelle dai contorni vaghi, da allora sono regioni di cielo delimitate: un po' come una carta geografica trasforma un territorio aperto in stati con una frontiera.
Tracciate quelle linee, chiunque poteva contare quante regioni attraversa il percorso annuale del Sole, e il conto dà tredici. La tredicesima è Ofiuco. Da lì in poi la notizia è sempre la stessa e ritorna con la regolarità di una stagione.
L'astrologia occidentale lavora con un anello diviso in dodici settori uguali da trenta gradi ciascuno, e l'anello è agganciato all'equinozio di marzo, cioè all'istante in cui il Sole, salendo verso nord, attraversa il piano dell'equatore terrestre proiettato sul cielo. Quel punto è per definizione il grado zero dell'Ariete, tanto che gli astronomi lo chiamano ancora punto d'Ariete anche se oggi cade davanti alle stelle dei Pesci. Gli altri undici settori seguono a passi regolari e i dodici riempiono il giro esatto, senza avanzi.
Il sistema si chiama zodiaco tropicale, da una parola greca che indica il girare, perché è costruito sui punti di svolta dell'anno, equinozi e solstizi, e non sulle stelle. Se gli chiedi dove comincia l'Ariete ti risponde con un angolo misurato dall'equinozio, mai con una posizione stellare: quindi una mappa del cielo non ha modo di correggerlo. Dodici parti uguali di un cerchio sono un fatto di aritmetica, e una costellazione in più lungo il cammino del Sole le tocca quanto una catena montuosa appena esplorata tocca i gradi di una bussola.
Sotto la polemica c'è comunque un fenomeno reale, che gli astronomi chiamano precessione: la Terra non gira su un asse perfettamente fermo, ma oscilla come una trottola che rallenta, e per compiere un giro intero di quella oscillazione impiega circa 26.000 anni. Mentre l'asse si sposta, il punto dell'equinozio scivola all'indietro tra le stelle di circa un grado ogni settantadue anni. Nei due millenni passati da quando i nomi dei segni sono stati fissati sullo schema delle stagioni, lo scarto ha raggiunto quasi l'ampiezza di un segno intero.
Il titolo di giornale ha quindi un fondo di verità: quando lo zodiaco tropicale dice Sole in Ariete, il Sole si trova davanti alle stelle dei Pesci. Non è una novità di adesso. Ipparco descrisse quell'oscillazione nel secondo secolo prima di Cristo, e chi ha messo a punto il sistema tropicale lo sapeva già.
Esiste poi un'astrologia che le stelle le segue sul serio. Lo zodiaco siderale, base della tradizione indiana chiamata spesso Jyotish, misura a partire da un riferimento fisso tra le stelle invece che dall'equinozio, e i suoi segni oggi risultano spostati di circa ventiquattro gradi rispetto a quelli tropicali. Ecco la parte che gli articoli lasciano sempre fuori: anche quel sistema usa dodici segni. Taglia il proprio anello stellare in dodici porzioni uguali da trenta gradi, e Ofiuco non compare nemmeno lì.
Immagina che qualcuno provi sul serio a ricavare uno zodiaco funzionante dai confini delle costellazioni. Verrebbe fuori una cosa inservibile, per ragioni che non hanno niente a che vedere con quello in cui si crede.
Le date che circolano per Ofiuco cadono dentro il periodo del Sagittario, quindi chi è stato riassegnato da uno di quegli articoli era Sagittario prima ed è Sagittario adesso. Nella tua carta di nascita non si è mosso nulla: nessuna posizione è stata ricalcolata e nessuna organizzazione astrologica ha pubblicato una revisione.
La storia riemerge ogni pochi anni, di solito quando una pagina divulgativa sulle costellazioni viene ripresa come se un'agenzia spaziale fosse andata a mettere le mani nelle rubriche degli oroscopi. Le agenzie spaziali non praticano astrologia, e quelle pagine in genere lo scrivono chiaro e tondo. Quello che viene raccontato come un cambiamento è la ripetizione di una cosa già nota nell'antichità: i segni condividono i nomi con le costellazioni e hanno smesso di condividerne la posizione moltissimo tempo fa.
Chiedere se siano veri i segni oppure le costellazioni è una domanda mal posta, un po' come chiedere quale sia il mese vero, quello del calendario o quello contato sulla Luna: sono misure definite in modo diverso, applicate con coerenza, che rispondono a domande diverse. Questo non rende verificate le descrizioni dei segni, che restano significati ereditati, accumulati in secoli di scrittura e di letture invece che messi alla prova. Ma se temevi che un tredicesimo nome avesse cancellato il profilo che leggi da anni, non hai motivo di preoccuparti: lo schema dentro cui quel profilo è stato scritto ha dodici parti e non ha nessun modo di acquistarne una in più.


