Il segno solare e quasi tutti i pianeti si ricavano lo stesso, l'ascendente no. E dove andare a cercare l'orario nei documenti italiani.
Senza l'ora di nascita perdi molto meno di quanto si racconti in giro. Il segno solare resta quello, il segno di ogni pianeta lento pure, e la Luna è già decisa dalla sola data in più della metà dei casi. A cadere sono tre riferimenti soltanto, tutti misurati dall'orizzonte della tua città di nascita, ed è la parte che nessuno può indovinare al posto tuo. Un'avvertenza prima di rassegnarti: in Italia quell'orario è stato scritto da qualche parte, e hai il diritto di chiederlo.
Il buco lasciato da un'ora mancante ha un contorno preciso. Riguarda ciò che si conta a partire dall'orizzonte, e l'orizzonte si sposta perché la Terra gira:
La perdita pesa più di quanto sembri, perché molto di ciò che si scrive sulle mappe poggia su quei settori. Quando un'app ti racconta qualcosa sul tuo settore della famiglia o su quello della carriera sta spendendo un orario che forse non hai mai avuto, e su un dato inventato resta inventato anche il resto.
Il Sole percorre tutto lo zodiaco in un anno, il che gli lascia una trentina di giorni per segno e uno spostamento di circa un grado ogni ventiquattro ore. Digitare le sette del mattino oppure le undici di sera non cambia il risultato di una virgola. L'eccezione è la data del passaggio da un segno al successivo: quel cambio può cadere in qualunque momento della giornata, e allora restano aperte due risposte invece di una.
Lo stesso vale per i corpi che una mappa dispone accanto al Sole e alla Luna. Giove impiega una dozzina d'anni per il giro completo e Saturno quasi trenta, dunque in un giorno avanzano di una frazione di grado. Mercurio, Venere e Marte corrono di più, ma neanche loro distinguono la colazione dalla cena: dai a un calcolatore la data e il comune e il segno di ciascuno torna identico qualsiasi orario tu abbia inserito.
La Luna è la veloce del gruppo. Copre circa tredici gradi di cielo in una giornata mentre ogni segno ne occupa trenta, quindi supera un confine ogni due giorni e un quarto. Su poco più della metà delle date resta ferma nello stesso segno per l'intera giornata, sulle altre no.
Il modo per togliersi il dubbio richiede un minuto. Fai girare il calcolo due volte sulla tua data, la prima alle 00:01 e la seconda alle 23:59, poi confronta. Se la Luna risponde con lo stesso segno, l'ora non ha mai contato per quella posizione e puoi darla per ferma. Se le due prove non coincidono, i candidati diventano due e non dodici, e un ricordo di famiglia anche vago, del tipo "è successo prima di pranzo", basta per scegliere.
Vale la pena cercare bene prima di arrendersi. L'atto di nascita conservato dal comune riporta per legge il luogo, l'anno, il mese, il giorno e l'ora della nascita: il dato esiste anche quando il foglio che gira in casa non lo mostra.
Sugli orari ricordati a voce servono due avvertenze. Un'ora rievocata quarant'anni dopo cade quasi sempre su una cifra tonda, e le cifre tonde stanno vicine ai confini che decidono il segno che sale. Inoltre il primo respiro, il taglio del cordone e l'istante in cui qualcuno ha guardato un orologio sono momenti distinti, separati da minuti.
Quando la ricerca non porta a niente, chi fa questo mestiere non tira a indovinare: dichiara una convenzione. La più diffusa consiste nel fissare le dodici, per una ragione puramente aritmetica. Quell'ora sta in mezzo alla giornata, mette la Luna a metà del suo percorso quotidiano e dimezza l'errore massimo che quella posizione può portarsi dietro. È un tappo, nessuno lo spaccia per l'ora vera, e la mappa va segnalata come priva di orario.
La seconda scorciatoia sceglie l'alba. Il Sole si ritrova appoggiato sulla linea di est e il segno solare finisce per fare anche da segno che sale. Non recupera nulla del tuo ascendente reale: è un sostituto dichiarato, che permette di usare l'impianto dei dodici settori sapendo che l'impianto è fittizio.
La rettifica affronta il problema dal verso opposto. Si parte da episodi datati della tua vita, un trasloco, un matrimonio, un lutto, poi si provano diversi orari finché non ne esce uno la cui mappa va d'accordo con quegli episodi. È una pratica antica, ma appartiene al giudizio e non alla misura: due professionisti a cui racconti la stessa vita possono fermarsi su orari diversi, perché pesano gli episodi in modo differente.
Una mappa senza orario è parziale, non rotta. Ti restano il Sole, molto spesso la Luna, il segno di ogni pianeta e gran parte delle distanze angolari fra i corpi, quelle che la tradizione chiama aspetti, dato che si misurano da un pianeta all'altro e non dal terreno. Solo quelle in cui entra la Luna oscillano lungo una giornata senza orario, e dentro limiti noti.
Quello che rende usabile una mappa del genere è l'etichetta: sapere quali righe sono ferme, quale è soltanto un tappo e quali mancano del tutto. Sono letture che appartengono a una tradizione interpretativa, non a uno strumento di misura, e la loro onestà sta nel dichiarare su che cosa si appoggiano. Chi ti dice senza giri di parole che il tuo segno che sale è sconosciuto ti rende un servizio migliore di chi riempie il buco in silenzio.


